Il cercatore d'oro

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Sviluppo dell'economia digitale in Italia: chi lo sostiene?

Enti ed IstituzioniPubblicato da AgapeunoStaff mar, agosto 20, 2013 00:03:16


Scorrendo le offerte di lavoro presenti in internet, emerge chiaramente come i profili legati all'informatica ed al web siano tra i più ricercati.

Generalmente, si tratta di figure professionali definite in lingua inglese, con termini che suonano ormai familiari a molti, come ad esempio:
- E-commerce specialist, esperto delle tecnologie inerenti il commercio elettronico;
- Search Engine Expert e Web Marketing Specialist, figure professionali che si occupano di massimizzare la visibilità di un'Azienda nei motori di ricerca;
- Mobile Developer, chiamato a creare app e siti ottimizzati per i dispositivi mobili;
- Community Development Manager, che segue la promozione di un brand nei vari Social Networks sviluppando ed aggiornando le pagine aziendali.

Emerge, non solo dagli studi, ma anche dalle migliaia di annunci di lavoro presenti in internet, come lo sviluppo dell’economia digitale contribuisca a creare, giorno dopo giorno, nuovi posti di lavoro, con indubbi effetti positivi sulla crescita del Paese.

Una luce nel buio, quindi!

Oggi, 20 Agosto 2013, sotto gli ombrelloni o in città, di sicuro molti italiani si chiedono se vi sia possibilità di un'imminente ripresa economica.

Ormai, sentendo menzionare il "problema della disoccupazione", io sento un certo imbarazzo... Voglio superarlo, citando qualcosa di concreto che è in atto per favorire lo sviluppo!

Il DAG (Digital Advisory Group), gruppo composto da oltre 30 organizzazioni, aziende private e pubbliche e università, è attivo per contribuire allo sviluppo dell’economia digitale in Italia, colmando la distanza dai paesi europei più avanzati.

Ecco qui quali sono, secondo il DAG, gli ostacoli principali da affrontare:
- accesso alla rete ancora non abbastanza affidabile e veloce (cd. "digital divide o divario digitale");
- normativa troppo rigida rispetto alla natura globale di molti servizi digitali ed alla continua evoluzione delle tecnologie;
- scarsa propensione di alcuni, soprattutto di una certa età, all'e-commerce;
- limitata divulgazione dei servizi online della Pubblica Amministrazione;
- carenza di competenze digitali.

Il DAG non si è fermato a mettere a fuoco le problematiche, ma è andato oltre, formulando 12 idee per "passare all'azione" e mettendo a disposizione di tutti un form per esprimere il proprio punto di vista su ciascuna idea, il che si può fare assegnando un punteggio da 1 a 5 ed, in più, inserendo eventuali note.

Le 12 idee sono: colmare il divario digitale, pianificare le reti di nuova generazione, favorire l’armonizzazione della normativa digitale a livello europeo, creare un advisory board strategico per le politiche digitali, incoraggiare la propensione dei consumatori al Web, promuovere modalità innovative di consegna degli acquisti online, lanciare road show digitali per le PMI a livello regionale, sostenere l’attività di e-commerce delle PMI, promuovere i servizi di e-government esistenti migliorandone la fruibilità, pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità, costituire una Digital Experience Factory, incentivare le start-up digitali.

Che ve ne pare?

Bé, a questo punto non ci resta che esprimere il nostro punto di vista, tramite il form del DAG! :-)





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